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La normativa in merito alle infiltrazioni mafiose continua ad essere oggetto di integrazioni e modifiche. Al momento, la novità più importante sembrerebbe essere l’immediata entrata in vigore delle norme che la regolano, non subordinandola più al decorso dei due anni dall’emanazione dei regolamenti sul funzionamento della Banca dati nazionale.

Fino alla realizzazione della Banca dati, le Prefetture continueranno ad utilizzare gli strumenti individuati nella precedente normativa, nell’effettuare i relativi controlli. Viene ampliata l’area dei controlli delle situazioni “indizianti (ad es. il controllo sulle società straniere, anche senza sede in Italia), fino a stilare un vero e proprio “catalogo” delle circostanze che permettono di capire la presenza o meno di una infiltrazione mafiosa, tra queste, verranno considerate tali anche le violazioni degli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari derivanti da appalti pubblici.

Persino il rilascio della documentazione antimafia sarà semplificato, in quanto sarà sufficiente che il concorrente rende la propria autodichiarazione all’amministrazione interessata, che provvederà, a sua volta, a fornire i dati autodichiarati alla Prefettura competente ad emettere la documentazione antimafia.

I principi cardine a cui si ispira questo nuovo intento normativo contro le mafie, prevede quattro “capitoli” principali riassunti secondo le innovazioni al Codice antimafia decise dal Consiglio dei ministri: 

– Ampliamento dell’area dei controlli e delle situazioni ‘indizianti’ – “Vengono estesi i casi di controlli antimafia anche a soggetti quali: i membri del collegio sindacale e degli organismi interni destinati a vigilare all’interno delle imprese. Inoltre, viene per la prima volta introdotta una procedura di controllo ‘antimafia’ sulle imprese straniere, anche senza una sede in Italia. Tra i casi di tentativi di infiltrazione mafiosa, vengono fatti rientrare anche le reiterate violazioni degli obblighi di tracciabilita’ dei flussi finanziari derivanti da appalti pubblici”.

Circolazione delle interdittive antimafia: Il provvedimento estende l’obbligo di comunicazione in tutti i casi delle interdittive antimafia ad altri soggetti istituzionali interessati, tra cui l’Autorita’ garante per la concorrenza ed il mercato, (in vista della realizzazione del cosiddetto ‘rating di impresa’), nonche’ l’autorita’ giudiziaria, affinchè possa efficacemente adottare misure di prevenzione”.

Rientra tra i nuovi obiettivi anche la realizzazione del cosiddetto “rating di impresa”, ossia l’attribuzione a ciascuna azienda di un voto rispetto alla posizione assunta nei confronti della mafia, affinchè si ponga in essere un meccanismo di monitoraggio costante che anche attraverso questo strumento possa consentire la sussistenza delle condizioni ostative a contrarre con le pubbliche amministrazioni.

– Attuazione del processo di decertificazione: L’attuale procedimento verra’ avviato sulla sola base delle autodichiarazioni rese dall’operatore economico all’amministrazione interessata, che provvedera’, a sua volta, a fornire i dati auto dichiarati alla prefettura competente ad emettere la documentazione antimafia.

Tali condizioni potranno essere accertate attraverso una interazione di sinergie tra diverse autorità chiamate ad effettuare tali verifiche, (stazioni appaltanti, camere di commercio e ordini professionali), attraverso il collegamento telematico con la banca dati istituita dalla normativa in discorso. Tali misure imporranno, quindi, una sempre più stretta collaborazione tra le Autorità al fine di rendere efficace ed efficiente l’azione di repressione delle forme di criminalità organizzata.

Agli entusiasmi scatenatisi con l’introduzione di tali novità non mancano, di contro, le relative critiche, in merito alla mancanza di completezza della normativa antimafia, così come modificata. A quest’ultima, infatti, si addebita, ad esempio, la mancata previsione di una modifica del reato di scambio elettorale-politico-mafioso, nonchè dei nuovi tipi di confische penali, previste dell’Unione Europea.

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Questo articolo è stato scritto da...

Avv. Mariarosaria di Canio
Avvocato esperto in materia di appalti pubblici
mediagraphic assistenza tecnico legale e soluzioni per l'innovazione p.a.