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( votes)A rispondere al quesito è il MIT con il parere 4034 del 2026 chiarendo che: “con la FAQ n. 12 si è chiarito che “La coerenza con il bilancio è più precisamente declinata nella lettera b) dello stesso comma 1 art. 37 quale requisito specifico degli interventi da ricomprendere nell’elenco annuale, e per questo richiamato nel comma 8 dell’art.3 dell’all.I.5, e corrisponde all’obbligo della previsione in bilancio della copertura finanziaria necessaria alla realizzazione dei lavori e degli acquisti di beni e servizi connessi previsti dall’intervento anche richiedendo di specificare, per ogni opera la fonte di finanziamento, stanziata nello stato di previsione o nel bilancio o comunque disponibile. La coerenza dovrà essere garantita anche relativamente alla ripartizione per annualità degli importi indicati nel programma, ovvero nella scheda D”. Con la successiva FAQ 17 si è altresì chiarito che “Premesso che gli anni ai quali si riferiscono i relativi campi della scheda D (lavori) e della scheda H (forniture e servizi) dell’all.I.5 sono da ricollegare alle annualità del programma (ad es. per primo anno del programma 2024-2026 si intenderà il 2024 e non il primo anno nel quale si prevede di dare avvio all’intervento o all’acquisto), gli importi relativi alla stima dei costi per la realizzazione dell’intervento o dell’acquisto devono essere ripartiti in base alla distribuzione effettiva o prevista della spesa fra le diverse annualità del bilancio sulla base del criterio di competenza, cumulando insieme (colonna “annualità successive”) quella posteriore all’arco temporale di riferimento del programma”. Di conseguenza, gli enti saranno chiamati a distribuire gli importi nel triennio in base alla reale o prevista scansione temporale della spesa.
