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( votes)Dovremo tutti imparare a scrivere, in modo cristallino, dettagliato, preciso in ogni aspetto. Dovremo avere le idee chiare, definite, senza lasciare spazio a dubbi e incertezze. Nulla dovrà essere lasciato al caso. Perché funzioni, perché generi precisamente quello che vogliamo le dobbiamo dare istruzioni chiare. La macchina produce quello che le chiediamo. Non possiamo concederci superficialità e zone d’ombra tra quel che immaginiamo e quello che digitiamo. L’intelligenza artificiale funziona così: tu dici, lei fa. È intelligente fino a quando la utilizziamo con intelligenza. È un enorme contenitore di nozioni dal quale dobbiamo attingere con sapienza e responsabilità.
L’intelligenza artificiale sarà un supporto sempre più sofisticato al quale potremo affidare quote sempre più importanti del nostro mestiere, qualunque sia. È un’evoluzione tecnologica che cambierà la società in modo radicale. Come per quella industriale sarebbe il caso di parlare di “rivoluzione”. L’intelligenza artificiale non è un’innovazione settoriale, limitata a un uso specifico, è universale. Entra in ogni ambito della quotidianità. Influisce sul nostro modo di lavorare e sul nostro tempo libero. È onnipresente. Sta cambiando radicalmente la percezione della vita: una rivoluzione appunto.
Con l’ausilio dell’intelligenza artificiale ci stiamo promettendo di essere più veloci e precisi nell’eseguire le nostre attività, stiamo insegnando ai robot a svolgere azioni che qualche decennio fa erano appannaggio dell’estrosa creatività di autori di fantascienza. I robot, che fino a ieri erano rimasti chiusi nelle fabbriche, stanno cominciando a occuparsi di mansioni che si svolgono altrove, nei cantieri edili per esempio. L’Istituto Italiano di Tecnologia aveva sviluppato già nel 2025 il prototipo di un robot al quale affidare lavori meno agevoli e più pericolosi. Un’applicazione che va nella direzione giusta, quella della sicurezza sul lavoro. Un giorno, ne siamo certi, sui cantieri vedremo muoversi robot di vario genere per la realizzazione di strade, ponti, edifici.
La robotizzazione del lavoro, per i paesi industrializzati, potrebbe essere la sola strada percorribile per garantire lo stesso livello produttivo di oggi. Le società contemporanee più avanzate, tra le quali l’Italia, da anni stanno vivendo un periodo di “inverno demografico”. La popolazione non cresce. Probabilmente, non è un caso che questa rivoluzione tecnologica arrivi proprio in questo momento storico. La trasformazione della società è appena iniziata. In poco tempo ci ha messo a disposizione mezzi che pochi anni fa non potevamo immaginare. Andrà avanti a ritmo sempre più sostenuto. In un decennio il nostro modo di esistere sarà totalmente cambiato. Così, se da una parte la popolazione non cresce, dall’altre le macchine si evolvono. Sembra quasi di far parte di un disegno divino. Siamo protagonisti di un’autentica evoluzione naturale della specie.
La forza lavoro umana sarà ridotta e sarà sostituita con quella artificiale. Uno scenario avveniristico che potrebbe sembrare raccapricciante: andiamo verso una disumanizzazione della civiltà? Ci estingueremo a favore delle macchine? Potrebbe essere vero il contrario, l’umanità si salverà grazie alle macchine. Il trend di denatalità farà perdere all’Italia 8 milioni di lavoratori entro il 2050. Dovremo affidare ai robot e all’intelligenza artificiale il compito di colmare questo vuoto. Se non lo facessimo chi si occuperebbe di riempire gli scaffali dei supermercati, chi si adopererebbe per costruire e manutenere opere private e di pubblica utilità?
Avremo benefici e avremo costi. Cosa prevarrà, dipenderà dal linguaggio che utilizzeremo per indottrinare l’intelligenza artificiale e programmare i robot. La responsabilità dei lavori elaborati con l’intelligenza artificiale è e sarà sempre dell’individuo umano che l’ha istruita. Per tale ragione il suo utilizzo deve essere tracciabile e trasparente. È il principio che sta alla base dell’aggiornamento dei Bandi Tipo formulati dall’ANAC. In vigore dal 30 maggio scorso, i nuovi bandi tipo1 e 2 prevedono che “gli operatori economici dichiarino di aver utilizzato sistemi di Intelligenza Artificiale nella predisposizione dell’offerta o se intendono utilizzarli in fase esecutiva”.
La tecnologia “non è neutrale, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa”, ha affermato Papa Leone XIV nell’Enciclica Magnifica Humanitas, pubblicata il 25 maggio scorso. Dobbiamo imparare a scrivere in maniera chiara e puntuale. Scrivere con responsabilità. Lo dobbiamo fare tutti perché l’utilizzo dell’intelligenza artificiale non è prerogativa di una élite, la utilizziamo tutti e tutti ne siamo responsabili.
Nel 3200 a.C. ’invenzione della scrittura segnò il passaggio tra preistoria e storia. Oggi con la scrittura abbiamo il potere di definire il nostro futuro, di passare a nuova era, di contribuire a questa rivoluzione che non è solo tecnologica ma anche sociale, antropologica, esistenziale.
