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( votes)Avvalimento certificazione parità di genere; FAQ fuorvianti della stazione appaltante
Con tale sentenza è stato asserito che bisogna considerare ammissibile alla certificazione di qualità l’avvalimento premiale per la certificazione della parità di genere, perché il nuovo Codice dei contratti pubblici (art. 104, d.lgs. 36/2023) ammette l’avvalimento anche per migliorare l’offerta, purché il contratto trasferisca effettivamente l’assetto organizzativo che ha portato alla certificazione (processi, risorse, personale, strumenti), andando oltre il semplice “prestito” del certificato e non essendoci specifici divieti normativi, come confermato dal Cons. St., VI, 18.6.2025, n. 5345.
Più in dettaglio la sentenza evidenzia che l’avvalimento premiale per la parità di genere è da ritenersi un requisito assimilabile alle certificazioni di qualità ed è ovviamente concesso e/o consentito per la certificazione di parità di genere (art. 46-bis, d. lgs. 198/2006) in quanto appunto assimilabile ad un requisito di qualità.
L’art. 104 del D. lgs. 36/2023 consente l’avvalimento anche per ottenere vantaggi competitivi, come la certificazione di parità di genere che è un criterio premiante, il contratto di avvalimento deve garantire il trasferimento dell’impresa ausiliata dell’intero assetto organizzativo che ha permesso di ottenere la certificazione. Questo include: Processi di risorse umane HR, controlli di qualità, funzioni dedicate, personale e strumenti coerenti.
